Vincite
frequenti
Ricordate quando da bambini i vostri genitori vi dicevano che ogni azione ha delle conseguenze? E se fossero proprio quelle conseguenze, e solo loro, ad aver plasmato chi siete?
Per lo psicologo statunitense B.F. Skinner, attivo nella prima metà del Novecento, il nostro comportamento è il risultato cumulativo di miliardi di esperienze di rinforzo (quando la conseguenza è positiva) e di punizione (quando è negativa), accumulate nel corso della vita.

Pensate a un esempio pratico: se da piccoli tocchiamo un forno caldo e ci bruciamo, difficilmente ripeteremo l'azione. Al contrario, se a scuola risolviamo un problema difficile e riceviamo un complimento dall'insegnante, difficilmente smetteremo di impegnarci.
Oggi nessun ricercatore sosterrebbe che il nostro comportamento sia solo il frutto di queste esperienze, ma gli esperimenti di Skinner rimangono una pietra miliare per comprendere come si formano e si mantengono i comportamenti.
In uno dei suoi studi più celebri, Skinner cercò di capire quale fosse il modo migliore di insegnare a un topo a premere una leva ogni volta che si accendeva una lucina: doveva punirlo quando sbagliava? Premiarlo a ogni successo? O alternare premi e punizioni?
La risposta fu sorprendente: il modo più efficace era premiarlo frequentemente, ma non sempre, e in modo imprevedibile.
Skinner notò poi come lo stesso schema fosse applicato dalle slot machine: se non riescono a convincere un giocatore a dare denaro senza nulla in cambio, ottengono un effetto simile restituendogli una parte del denaro – frequentemente, ma non sempre, e in modo imprevedibile.
Questo è il segreto di ogni gioco d'azzardo di successo: premi frequenti e imprevedibili. Skinner non studiava il gioco, ma nei suoi esperimenti con topi e piccioni aveva già scoperto la formula che oggi tiene incollati milioni di giocatori: la potenza del rinforzo frequente e casuale.