Effetti sonori

e luminosi

Immagina di mettere attorno a un tavolo dieci esperti di gioco d’azzardo e dieci giocatori patologici provenienti da ogni parte del mondo, con un obiettivo preciso: capire cosa rende un Gratta e Vinci più o meno pericoloso di una slot machine.

È più o meno quello che ha fatto Franz W. Peren, professore dell’Università di Bonn-Rhein-Sieg, che ha dedicato anni a studiare la struttura dei giochi d’azzardo per misurarne il rischio.

Secondo Peren, ogni gioco d’azzardo — dalla Lotteria Italia alle scommesse sportive — possiede un proprio potenziale di rischio: un numero che indica quanto quel gioco può favorire la dipendenza.

E come si calcola il potenziale di rischio?

Secondo Peren, analizzando quanto e come un gioco utilizza certi meccanismi come:

  • il ritmo frenetico delle giocate
  • la frequenza con cui si vince
  • la presenza di quasi vincite
  • e persino l’uso di luci ed effetti sonori

Ma davvero suoni e luci possono rendere un gioco più pericoloso?

Le luci intermittenti e le musichette “jingle” tipiche dei casinò riducono la nostra attenzione e così ci spingono a giocare di più.

Il ritmo serrato delle slot — con pulsanti da premere ogni pochi secondi — usa questi stimoli per scandire il tempo delle giocate e far dimenticare il passare dei minuti.

Le quasi-vincite sono poi il colpo di genio del design dell’azzardo: un rullo che si ferma a un passo dal jackpot, con un suono acuto che sottolinea quel quasi.

Quando giochiamo d’azzardo, lo facciamo anche con gli occhi e le orecchie: luci e suoni ci anestetizzano e allo stesso tempo amplificano ogni emozione. Un doppio effetto che trasforma il gioco in un’esperienza totalizzante — e potenzialmente pericolosa.