Effetto

disponibilità

Abbiamo già visto che, da un punto di vista matematico, il gioco d’azzardo non conviene. E allora perché continuiamo a giocare?

La risposta non è semplice — e probabilmente non ne esiste una unica, solida e definitiva. Ma un pezzo del puzzle si chiama effetto disponibilità.

L’effetto disponibilità è una scorciatoia mentale, studiata dagli psicologi Amos Tversky e Daniel Kahneman, che descrive il modo in cui stimiamo la probabilità di un evento: non con un calcolo, ma con la memoria.

Quando vogliamo capire quanto qualcosa sia probabile, pensiamo a quanto facilmente ci viene in mente: se un evento è facile da ricordare, perché ne abbiamo sentito parlare spesso oppure perché è stato molto saliente, a noi automaticamente sembrerà più probabile che capiti.

È così che funziona la mente e, di conseguenza, anche il marketing dell’azzardo.

Avete presente quei cartelli fuori dalle tabaccherie con scritto “Qui vinti 500.000 €!”?

Oppure i video virali su YouTube o TikTok con le cosiddette epic win di giochi come Crazy Time, dove un giocatore esulta davanti a migliaia di spettatori per una vincita enorme, ovviamente selezionata tra migliaia di giocate?

O ancora la notizia letta distrattamente su un sito sportivo: “Neymar vince al poker online” — su una piattaforma con cui, guarda caso, ha un contratto di sponsorizzazione?

Ogni volta che incontriamo un’informazione così, quel ricordo si deposita nella nostra memoria.

E la prossima volta che penseremo alle probabilità di vincere, non visualizzeremo le infinite giocate perse da milioni di persone, ma proprio quelle poche immagini fortunate — la tabaccheria sotto casa, il video virale, il campione che vince.

Più siamo esposti a notizie di vincite, più la nostra mente le recupera facilmente, e più ci sembrerà che vincere non sia poi così raro.

È un’illusione cognitiva potente, perché agisce senza che ce ne accorgiamo: ci fa sopravvalutare la fortuna e sottovalutare la matematica.

E così, anche se i numeri dicono una cosa, le nostre menti ne sentono un’altra. Ed è su questa differenza che l’azzardo prospera.